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25 febbraio 2026

Saluto del nuovo coordinatore 

Care amiche, cari amici
assumo la Presidenza del Coordinamento Toscano dei Comitati per la promozione dei Valori Risorgimentali con un profondo senso di responsabilità e spirito di servizio verso di esso in un momento di necessità. Ringrazio anzi il mio predecessore, l’amico Christian Satto per la fiducia in me riposta.
E il mio primo pensiero infatti va a chi mi ha preceduto in questi anni. È impossibile iniziare questo percorso senza rivolgere un ringraziamento dal profondo del cuore tanto a Christian e quanto a Fabio Bertini, grazie ai quali il nostro Coordinamento ha saputo mettere basi solide per un’attività tra comitati improntata sulla sinergia e la collaborazione.

Su tali basi, ho inteso confermare l’intera Giunta che ha ben operato in questi anni a cominciare dalla segreteria di Alessandra Frontani, che ringrazio sinceramente. Così come ringrazio gli amici Alfonso Venturini, Massimo Tarassi e Christian Satto.
 Sarà il nostro un lavoro corale, dove la mia figura si limiterà a presiedere e facilitare per quanto possibile l’impegno di ciascuna realtà. Credo fermamente che la nostra forza risieda proprio nella capacità di coordinare identità diverse verso un obiettivo condiviso, senza mai soffocare la specificità di ciascuno.

Vi ringrazio dunque per la fiducia e, soprattutto, per la collaborazione che — ne sono certo — non farete mancare in questo percorso comune.

Andrea Giaconi



L’abolizione della pena di morte in Toscana
30 novembre 1786



Il Coordinamento Toscano dei Comitati del Risorgimento riunisce soggetti che, riconoscendosi in alcuni principi di fondo e accogliendoli nei rispettivi statuti, si assumono il compito di tenere viva l’attenzione per la storia del Risorgimento, nella convinzione che quella storia sia stata importante nel passaggio dalla storia moderna all’età contemporanea e che sia stata parte fondamentale della storia europea e mediterranea.

Toscani

Nel Risorgimento si è lottato per un paese unito e libero, all’altezza della modernità istituzionale ed economica che altri stati avevano raggiunto e che veniva impedita dalla mancata indipendenza. In tal modo, si è lottato anche per l’Europa, che fosse quella delle nazioni sorelle di Mazzini, che fosse l’Europa della modernità di Cavour, che fosse la fratellanza tra i popoli liberi di Garibaldi.

La natura dei Comitati, fortemente legarti ai rispettivi territori, favorisce l’approfondimento delle specifiche storie, facendo leva specialmente sulla tradizione toscana di rigorosi e appassionati studi locali che niente hanno da invidiare ad altri tipi di storiografia. Nello stesso tempo, la convinzione maturata in oltre un decennio che il Risorgimento faccia parte della storia europea, consente di collocare quegli studi nelle coordinate di un più ampio sviluppo. Ma la ricerca storica, cui già da tempo, i Comitati hanno dato un alto contributo con convegni, incontri e ricerche, è solo la premessa per il compito civile che essi, insieme al Coordinamento, si propongono di svolgere per la diffusione dei valori che il Risorgimento ha saputo a suo tempo affermare. In questo sta il principio “politico” dei Comitato e del coordinamento, cioè un collocarsi fuori dalle battaglie partitiche contingenti, lasciandole ai singoli soci come loro fatto personale, tenendo però dritta la barra dei principi democratici e costituzionali. In essi, le diverse forze che hanno creduto nel Risorgimento trovarono la loro coesione, così come, passata la parentesi fascista che aveva distrutto le libertà civili e politiche, accadde alle forze che si ritrovarono nella resistenza e nella guerra di liberazione. Ciò consentì l’approdo a una Costituzione seria e condivisa, fondata sulla democrazia dei partiti e sulla democrazia del Parlamento, solida nelle caratteristiche costituzionali, nell’equilibrio dei poteri e nei principi di giustizia sociale.

Il Coordinamento Toscano, come alcuni dei Comitati, fa parte del Coordinamento nazionale del Risorgimento che ha contribuito a fondare e che riunisce diversi soggetti attivi di tutta Italia uniti dal riferimento alla storia nazionale unitaria ed ai simboli dello Stato repubblicano, a cominciare dal tricolore e dall’Inno, simboli il cui valore è certificato dal sacrificio e dalla dedizione di tanti patrioti di ogni classe sociale. Spiegare queste cose alle cittadinanze e alle scuole, mettere a disposizione dedizione e risorse umane completamente volontarie e senza fine di lucro, lavorare ogni giorno nella convinzione che i principi non sono cosa astratta, ma il fondamento di ogni buona “agorà”, approfondire la storia e i suoi problemi fuori da ogni retorica, sono compiti che ognuno dei tanti volontari impegnati con noi si danno. Ed è compito di tutti lavorare ancora perché i valori del Risorgimento tornino ad essere scelti dalla buona cittadinanza come guida per la propria coscienza e per gli indirizzi del Paese.


Le Comunità Toscane al tempo del Risorgimento

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